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Buona settimana!

Oggi è Lunedì e si incomincia nuovamente la settimana. Dicono che il lunedì sia il giorno della settimana più difficile e impegnativo, anche per noi è cosi, ma ci piace vedere la vita da un’altro Punto di Vista e per noi il lunedì è l’inizio di una nuova opportunità per sorridere, per essere felice, e per condividere la nostra vita con la persona giusta e condividere i nostri pensieri con voi.

 

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16giugno1963

Il 16 Giugno 1963 la cosmonauta Valentina Vladimirovna Tereškova venne lanciata dal cosmodromo di Bajkonur per una missione nello spazio durata quasi tre giorni interi, diventando così la prima donna ad andare nello spazio.

Ancora oggi la Tereskova è fonte di ispirazione per molte donne che inseguono il sogno di diventare astronaute e di viaggiare nello spazio.
A distanza di quasi 70 anni però Valentina rilasciò dettagli a dir poco sconcertanti,
 la Tereshkova racconta che all’inizio il lancio, quel 16 giugno 1963, era andato bene. «Fino all’ingresso nell’orbita terrestre» ha spiegato. Dopo una trentina di giri intorno alla Terra, però, i tecnici si accorsero di un tragico errore. La navicella Vostok, con le sue orbite, «si stava allontanando dal pianeta e non avvicinando». Presto sarebbe sfuggita alla attrazione terrestre per perdersi nello spazio. Dal centro di controllo furono impostate le necessarie correzioni. Ma i guai per la povera Valentina non finirono.
La navicella era minuscola, lei rimase legata al sedile con la tuta e il casco addosso per tutte le 70 ore e 50 minuti del volo. L’assenza di peso la faceva star male. «A un certo punto ho vomitato», ha raccontato. Il secondo giorno ha iniziato a farle male la gamba destra, al terzo il dolore si era fatto insopportabile. Il casco premeva su una spalla, un rilevatore sulla testa le causava un continuo prurito, le condizioni all’interno della tuta col vomito e tutto il resto si posso solo vagamente immaginare. Le navicelle Vostok non erano in grado di assicurare la sopravvivenza dei cosmonauti al momento dell’impatto con la superficie terrestre. Così, dopo il rientro, Valentina fu «sparata fuori» da una carica esplosiva, come avviene sui jet in caso di emergenza. http://puntidivista12.blogspot.it/2016/06/accade-oggivalentina-vladimirovna.html
«Ero terrorizzata mentre scendevo col paracadute », ha raccontato. «Sotto di me c’era un lago e non la terra ferma. Ci avevano addestrato a questa eventualità ma non sapevo se avrei avuto la forza necessaria per sopravvivere». Il vento, fortunatamente, la spinse via. Ma nell’impatto Valentina sbattè la faccia contro il casco e si provocò un gran livido sul naso. Era dolorante, sporca, semisvenuta e venne portata subito in ospedale. Ma per l’onore dell’Unione sovietica il rientro della prima donna dallo spazio doveva essere trionfale. Così, appena si riprese, fu riportata nella stessa zona con una tuta immacolata e pronta a esibire il suo miglior sorriso per le cineprese. Cinque mesi dopo il Segretario generale Krusciov potè annunciare al mondo un altro colpo a sorpresa: il primo matrimonio tra cosmonauti.